domenica 31 dicembre 2017

28: Recensione: “Prigioniero sulla Terra” di James Aldridge


2017-11-30 14.52.46


 Titolo: Prigioniero sulla Terra

Titolo Originale: A captive in the land

Autore: James Aldridge

Editore: Club degli Editori

Traduzione: Paolo C. Gajani

Copertina: rigida

Anno edizione: 1964

Pagine: 507 p.





    Buon giorno cari colleghi lettori,

oggi vi parlo di un romanzo che mi è stato prestato, che ha la bellazza di cinqunat’anni e non è di facile reperibilità (a meno che non lo scovate in qualche mercatino dell’usato o da qualche privato). Questo libro è Prigioniero sulla Terra di James Aldridge.

Trama

Un meteorologo inglese, Rupert Royce, istintivamente contrario all'autorità e ad ogni sistema di forza diventa, quasi suo malgrado, un eroe dell'URSS per aver salvato un aviatore sovietico precipitato con il suo aereo fra i ghiacci della banchisa. Inaspettatamente Royce si trasforma nella pedina principale di una partita politica che viene condotta sul filo di un'intensa attività spionistica. Con lui il lettore viene guidato attraverso una Russia vissuta e descritta con assoluta obiettività, all'infuori di ogni intento politico. L'attento, spassionato esame dei popoli dell'Oriente e dell'Occidente, riassunto nelle figure dei due protagonisti, conferma ancora una volta la morale che i due sistemi attorno ai quali essi gravitano continuano ad essere diametralmente opposti.

AUTORE

author

Harold Edward James Aldridge (10 luglio 1918 – 23 febbraio 2015) è stato un giornalista e romanziere australiano, corrispondente di guerra nel secondo conflitto mondiale. Nel 1972 vince il Premio Lenin per la pace. Tra le sue opere letterarie: Parola d'onore (1943), Il cacciatore (1952), Prigioniero sulla Terra (1962). (Fonte Wikipedia


RECENSIONE

All’inizio leggere questo romanzo non è stato assolutamente facile: lessico impegnativo e ricercato, trama lineare e prevedibile; eppure, l’analisi introspettiva e anticonformista del protagonista, Rupert Royce, è riuscita a catturare totalmente la mia attenzione.

Rupert Royce, “figlio unico, proveniva da una famiglia molto facoltosa sia per parte paterna che materna, eppure dopo la guerra aveva deliberatamente rinunciato alla parte che gli sarebbe spettata dal patrimonio familiare, in quanto era convinto che i suoi genitori fossero stati rovinati dal denaro”. Da questa presentazione si capisce che tutta la storia verrà influenzata dagli ideali di Rupert. Nonostante non avesse bisogno, egli decide di lavorare per guadagnarsi lo stipendio. Non avendo la propensione per l’avventura, lui decide di farsi calare sulla calotta polare ghiacciata per salvare quello che resta di un aereo schiantato al suolo. In quel disastro aereo, Rupert, trova un superstite, il russo Aleksej Vodopyanov, vivo e cosciente, ma con entrambe le gambe fratturate. Rupert dovrà prendersi cura di lui e di se stesso fino all’arrivo dei soccorsi che non  arriveranno mai. Questa parte della storia è davvero molto interessante perchè viene raccontato in dettaglio i tentativi di sopravvivenza con poco cibo e pochi mezzi in un ambiente ostile come il polo Nord, dove non c è assolutamente niente, nè vegetazione nè animali, ad eccezione di qualche orso o foca. Ancora più ostile è l’assenza di orientamento sia spaziale che temporale poichè intorno a loro si trova solo una distesa di ghiaccio e non esiste l’alternza del giorno e della notte. Gli unici elementi naturali che li aiuteranno saranno solo le stelle e da qui ci sarà una serie di calcoli assolutamente complessi:

“L’indomani Rupert eseguì un nuovo rivelamento azimutale. Questa volta elaborò i vari dati sulla base del valore approssimativamente stimato per il mezzogiorno locale mediante l’orologio di Vadopyanov, e con le tabelle. Più o meno, ottenne ancora gli stessi valori: 83°, con una variazione di qualche primo in un senso o nell’altro”.

Sicuramente, io sarei già crepata congelata sepolta da morbida neve. Vabbè dettagli.

Grazie a quel calcolo, riescono a salvarsi, a rientrare nella loro patria, ma trovandosi nel periodo della Guerra Fredda, i due amici si troveranno senza volerlo coinvolti in una contesa politica: da una parte, la Russia che vuole premiare Rupert con una medaglia d’onore per aver salvato la vita al loro concittadino russo, Aleksej; dall’altra, l’America che è assolutamente insospettita sia da Aleksej che in un primo momento cercano di trattenerlo per capire la natura della missione della sua squadra prima dell’incidente aereo sia da Rupert, spiato e intercettato con l’accusa di probabile tradimento verso il proprio Paese.

Anche questa seconda parte del romanzo, diventa interessante per capire il contesto storico del dopo guerra, sentire sotto pelle la tensione esistente tra due Nazioni sospettose l’una dell’altra di un ritorno ad una nuova contesa. Rupert osserva questa situazione in modo obiettivo e distaccato, cercando della logica di quei comportamenti così assurdi e diversi dal suo modo di pensare.

Il romanzo anche se ambientato in un contesto così lontano, è assolutamente attuale. La storia non è cambiata, ancora adesso, dai fatti di cronaca, si evincono continue notizie su lotte e guerre; Pasi che adottano leggi anche estreme, per limitare l’emigrazione e difendersi così dallo spionaggio e dagli attacchi terroristici.

Consiglio la lettura agli appassionati dei romanzi storici e contemporanei, apprezzeranno sicuramente lo stile e l’accuratezza delle nozioni storiche di James Aldridge.

Buona Lettura

Baci. K.

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