lunedì 11 novembre 2013

2. RECENSIONE: "LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI" di Paolo Giordano



TITOLO: La solitudine dei numeri primi
TITOLO ORIGINALE: Dentro e fuori dall'acqua
AUTORE: Paolo Giordano
GENERE: romanzo drammatico e di formazione
PAGINE: 304













Oggi vi parlo di un libro abbastanza famoso: “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.


TRAMA

Alice e Mattia hanno in comune un’infanzia difficile che cambierà la loro vita e il loro modo di relazionarsi con gli altri: a 7 anni, Alice rimane zoppa a causa di un incidente sulla neve e sconta il suo disagio sul cibo diventando anoressica; Mattia è un bambino intelligente e autolesionista, perchè si sente responsabile della scomparsa di sua sorella gemella Michela, affetta da una forma di autismo. Alice e Mattia si conosceranno ad una festa di compleanno di Viola, compagna di classe di Alice. Nascerà tra di loro un’amicizia particolare “difettosa e asimmetrica, fatta di lunghe assenze e di molto silenzio, uno spazio vuoto e pulito in cui entrambi potevano tornare a respirare, quando le pareti della scuola si facevano troppo vicine per ignorare il senso di soffocamento”. Rimarranno insieme per tutti gli anni di liceo, fino a quando Mattia, dopo la laurea, accetta una proposta di lavoro all’Estero; mentre Alice si sposerà con Fabio, un giovane medico. Si incontreranno solo dopo nove anni, ma il loro incontro durerà poco.

AUTORE

Paolo Giordano è uno scrittore italiano, nato a Torino il 1982. Scrive il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi, nel 2008, pubblicato in oltre 40 Paesi, ha ottenuto il Premio Campiello Opera Prima, il Premio Fiesole Narrativa Under 40, il Premio Strega e il Premio letterario Merck Serono. Nel 2010, esce nelle sale italiane, il film tratto dal romanzo diretto da Saverio Costanzo assieme a Giordano. Nel 2012 Giordano pubblica il nuovo libro, Il corpo umano. Collabora con il “Corriere della Sera” e con “Vanity Fair”.

RECENSIONE (*attenzione spoiler*)

Ho letto questo romanzo in due notti. Un romanzo la cui storia scorre come sabbia tra le dite, così come scorre veloce la vita dei due protagonisti principali Alice Della Rocca e Mattia Balossino.
L’attenzione cade sulla loro vita e sui loro pensieri che iniziano prima paralleli, per poi incrociarsi a metà via e allontanarsi di nuovo.
Ci sono persone che a causa di una malattia come nel caso dell’autismo, non riescono a relazionarsi e comunicare con l’ambiente esterno. Sono piccoli pazienti rinchiusi nel loro mondo, mostrano indifferenza verso gli altri e fanno esasperare chi vuole comunicare con loro.
Ci sono persone che pur vivendo nel benessere e avendo un corpo perfetto, mostrano gli stessi sintomi, ma non sono colpiti dalla malattia. Il loro autismo è sociale e secondario ad eventi che hanno segnato la loro vita. E’ il modo che hanno deciso di reagire a quello che è successo: rinchiudersi in se stessi, punendosi e rifiutando chiunque vuole aiutarli. Alice, zoppa e anoressica, non accetta l’aiuto di nessuno, nemmeno di suo marito che le vuole dare una mano. Lei non vuole, vuole rimanere nella sua solitudine. Mattia è simile, troppo intelligente, ma incapace di relazionarsi con gli altri. Sua sorella gemella è scomparsa a causa sua e lui si punisce mutilando il suo corpo con ferite e bruciature. Rifiuta la compagnia di una donna, Nadia, amica di un collega, e i suoi genitori. Alice e Mattia sopportano solo la loro compagnia, condividono la loro solitudine, ma quando sembrano vicini,quando sembra che sono fatti l’uno per l’altra si allontanano. Chi è solo, rimane solo.

 


Vengono paragonati a due numeri primi gemelli soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”. I numeri primi sono numeri naturali divisibili per 1 e per se stessi e nella successione di questi numeri ci sono delle coppie speciali di numeri denominati “numeri primi gemelli” che sono dei numeri vicini, ma mai consecutivi perchè nel mezzo c è un numero pari che li dividono. Mattia e Alice sono così, vicini ma soli nello stesso tempo, che non riescono a sfiorarsi perchè c è sempre un ostacolo che li separano, “si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli”.
Tutto questo mi ha dato una sensazione di terribile rassegnazione. La crocerossina che c è in me ha rinunciato subito a sperare in loro un lieto fine. Ci sono persone che vogliono davvero rimanere da sole. Dentro di loro c è una forma di depressione che li tiene imprigionati, ma a loro sta bene. Prima ho pensato “poverini, dopo una cosa del genere, capisco che è difficile riprendersi”, ma poi quando nel corso della storia ci sono stati personaggi che si offrivano di dare loro una via di fuga e venivano respinti, mi sono detta “be, allora sei proprio tu che ti piace stare così”. Da crocerossina, sono diventata cinica. Per la depressione non c è cura se non la propria volontà di voler reagire, di voler uscire fuori dalla propria sofferenza. Alla fine del racconto sembrava che Alice e Mattia potessero davvero ritornare a stare insieme, mi sono ripresa dal mio cinismo e ho tifato per loro. Alice lo invita a casa e lui va subito da lei; si danno un bacio lungo e appassionato e … lui decide che è meglio ritornare nella sua solitudine perchè non si riconoscere più in nessun oggetto di quella casa e negli occhi di lei. Ma cavolo, sei stato lontano per 9 anni, è normale che non c è più niente di te, però hai lei, Alice, la tua amica di sempre, l’unica che riesce a farti smuovere e tu? te ne vai? Non ti senti a casa? mah …… Alice, ovviamente, invece di fermarlo e convincerlo oppure arrabbiarsi e chiedere spiegazioni gli dice tranquillamente “ si, si, vai. Ciao”. Lei, poi, non gli dice nemmeno che le è sembrato di aver visto Michela, la gemella di Mattia, così da avere una speranza che sia ancora viva, poter riprendere le ricerche. No, niente. Ti fa davvero passare la voglia di preoccuparti di certe persone.



C è da dire che non esiste un modo giusto per affrontare la vita. Tutti noi reagiamo agli eventi della vita in modo più o meno discutibile. Oltre a Viola e Mattia, ci sono altri personaggi “normali” con i loro modo di reagire alla vita: Denis, il compagno di banco di Mattia, ama gli uomini e cerca l’amore nei bar gay; Viola, la compagnia di classe di Alice, cerca le attenzioni di tutti facendo la bulla e inventando storie d’amore; Soledad, la domestica di Alice è stata abbandonata dal marito, ma finge di essere una vedova e racconta a tutti che in realtà suo marito è morto.
In conclusione, ammetto che da tempo volevo leggere questo libro e vedere anche l’omonimo film di Saverio Costanzo. Ho visto prima il film e poi letto il libro. Devo dire che il film stravolge totalmente la storia del libro, solo in alcuni punti è fedele. A quanto pare è voluto dall’autore stesso. Per questo motivo, non pensate che vedendo il film avete capito tutto del libro, perchè dal film non capite niente! Almeno, parlo per me, ad un certo punto, soprattutto verso la fine, mi è venuto sonno. Non perchè sia una un film fatto male, anzi. Gli attori sono eccezionali. Semplicemente non viene spiegato nulla se no tramite una sequenza di immagini, dove non sempre i protagonisti parlano, ma comunicano con gli occhi e con il corpo lasciando libera interpretazione. Il libro è davvero molto meglio. Si comprendono tante cose.
Non so dirvi se mi è piaciuto davvero tanto oppure no, non so nemmeno se vi piacerà. Credo dipenda molto dal gusto personale e dalla propria personalità. Di sicuro è di facile lettura e solo per questo vi consiglio di dare una lettura.
Bene, dopo Amabili Resti e la solitudine dei numeri primi, dico che è ora di scegliere il prossimo libro dalla trama un pò più allegra e spensierata. Ne ho davvero bisogno Sorriso

Buona lettura.


CITAZIONE PREFERITA: “…altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell'ingranaggio della vita. Come mangiare i pop-corn al cinema, come sedersi sullo schienale di una panchina, come non rispettare il coprifuoco dei genitori, come giocare a calcio con una pallina di stagnola arrotolata o stare in piedi, nudo, di fronte a una ragazza. Pensò che da quel preciso istante sarebbe stato diverso. Decise che avrebbe preso la patente al più presto. L'avrebbe fatto per lei, per portarla in giro. Perché aveva paura ad ammetterlo, ma quando era con lei sembrava che valesse la pena di fare tutte le cose normali che le persone normali fanno”.
photo da Google

1 commento:

  1. Ho letto il libro ed ho visto anche il film. Si tratta di una storia unica e meravigliosa che a me è piaciuta davvero, ma davvero tantissimo :)

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